Evento

Opera

The stars of melodrama

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Venezia, culla del melodramma, ospita un progetto espositivo dedicato alla meravigliosa arte musicale della lirica. La mostra presenta la storia dell’Opera attraverso quattro secoli, dalle origini – in Italia e a Venezia in particolare – fino ai giorni nostri, facendosi palcoscenico per opere d’arte, costumi, libretti, scenografie, strumenti musicali, partiture, oggetti provenienti da tutto il mondo, creando uno scenario teatrale ed esperienziale per il pubblico.

La mostra attraversa la storia di memorabili première e ricrea il contesto culturale in cui gli attori hanno vissuto, lavorato, creato e amato.

I visitatori, immersi nel processo di creazione dell’opera, dalle parole al canto e dalla musica al teatro, usciranno dalla mostra con una più chiara comprensione del ruolo dell’Opera nel mondo in cui viviamo. Le più importanti interpretazioni mondiali di opere liriche sono riprodotte mediante un sistema di auricolari che cambiano dinamicamente durante l’approfondimento di ogni sezione per creare un’esperienza sonora, evocativa e totalmente immersiva.

Il percorso espositivo è suddiviso per diverse città, a ognuna delle quali sono associati uno o più musicisti e componimenti.
Apre la mostra la sezione di Venezia, nella quale attraverso materiali anche inediti si narra la storia dei compositori e dei librettisti che proprio qui e nei suoi teatri, primo tra tutti La Fenice, inventarono il melodramma. Protagonisti a partire dagli anni quaranta del Seicento sono Claudio Monteverdi, Antonio Vivaldi, Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi, che per La Fenice compose una serie  trionfale di cinque drammi lirici (Ernani, Attila, Rigoletto, La Traviata, Simon Boccanegra).

Segue la sezione dedicata alla città di Londra, segnata sul piano musicale dalla presenza di Friedrich Händel, che vi si trasferì negli anni dieci del Settecento, e dalla prima rappresentazione del Rinaldo, ispirato alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

Circa trecento straordinari oggetti sono esposti insieme a filmati e riproduzioni audio. La rassegna veneziana, rispetto alle sedi precedenti, si avvale di significative integrazioni che, attraverso una ricca selezione di prestiti, permettono di approfondire tematiche strettamente connesse al mondo musicale italiano.

Le sezioni corrispondenti alle città di Venezia e di Milano sono specialmente connotate grazie a documenti autografi, come la partitura della Semiramide di Gioachino Rossini, oltre a dipinti e bozzetti che permettono di comprendere il ruolo dei compositori italiani nello sviluppo e nell’affermazione del melodramma.

Curata da Kate Bailey del Victoria and Albert Museum e inaugurata a Londra nel 2017 con il titolo Opera. Power, Passion and Politics, la rassegna giunge a Venezia per la sua quarta tappa e può vantare  l’allestimento dell’architetto e scenografo di fama mondiale Pier Luigi Pizzi.

La sezione di Vienna è imperniata sulla figura di Mozart, che nel comporre Le nozze di Figaro si dimostra aggiornato e partecipe della rivoluzione culturale introdotta dal pensiero illuminista. Nella Parigi ottocentesca, quarta sezione della mostra, musica, pittura, danza, letteratura, politica, moda e poesia si incontrano a teatro. Nella sua tensione all’arte totale Richard Wagner si fa interprete di questa concentrazione vitale e la porta nell’Opera lirica. L’inizio del Novecento vede Dresda capofila con una nuova visione dell’arte e della società, messa in scena da Richard Strauss nella sua Salomè selvaggia e folle come la Giuditta di Klimt presente in mostra. In Russia durante il regime sovietico l’arte doveva incarnare i valori del marxismo: così nella penultima sezione, dedicata a Leningrado, Shostakovich interpreta la drammaturgia sovietica componendo Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, senza dimenticare i principi di amore e morte che contraddistinguono la vicenda umana di ogni tempo.

Conclude la mostra una ricca sezione dedicata a Milano, dove sono protagonisti Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. In un’Italia che combatte per l’unificazione, Verdi con Nabucco diventa un eroe nazionale del Risorgimento e l’opera assume il ruolo di forza unificatrice che tiene insieme la nazione. Di Puccini è ricordata Turandot, la cui prima rappresentazione si tenne alla Scala nel 1926. Il Teatro alla Scala svolge un ruolo cruciale in quanto lente di ingrandimento sulla città e sull’intero paese.

L’itinerario offerto da Palazzo Ducale rivela dunque come l’Opera unisca molteplici linguaggi per creare un’esperienza multisensoriale e coinvolgente, ed evidenzia come fattori sociali, politici, artistici ed  economici abbiano interagito con i grandi momenti della storia dell’Europa nei secoli.

 

Mostra a cura di by Victoria and Albert Museum, London
In collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia
Curata da Kate Bailey
Design Pier Luigi Pizzi
Direzione Scientifica per l'allestimento a Venezia Gabriella Belli

Sound Experience a cura di Sennheiser  

 

 

Data: 
da Giovedì, Aprile 9, 2020 a Domenica, Agosto 30, 2020
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Prezzo: 
A pagamento