Isma’il Pascià, Chedivè d’Egitto, nel 1860 commissionò un inno a Verdi per celebrare l’apertura del Canale di Suez, offrendo un compenso di 80.000 franchi. Verdi rifiutò, rispondendo che non scriveva musica d’occasione. Ma quando l’archeologo francese Auguste Mariette gli inviò uno schema di libretto su un soggetto egiziano per tramite di Camille du Locle, direttore dell’Opéra-Comique di Parigi, il compositore si decise.
Mariette scriveva a du Locle: «Ciò che il Viceré vuole è un’opera egiziana esclusivamente storica. Le scene saranno basate su descrizioni storiche, i costumi saranno disegnati avendo i bassorilievi dell’alto Egitto come modello». La prima dell’opera avrebbe dovuto inaugurare il nuovo Teatro chediviale dell’Opera del Cairo, ma cause di forza maggiore – la guerra franco-prussiana, che bloccava i costumi e le scene in una Parigi sotto assedio – lo impedirono. La nuova sala inaugurò allora nel 1869 con Rigoletto, mentre Aida vi debuttò solo due anni dopo, il 24 dicembre 1871, riscuotendo un enorme successo.
Direttore | Francesco Ivan Ciampa
Regia | Mauro Bolognini
ripresa da Bepi Morassi
Scene | Mario Ceroli
Costumi | Aldo Buti
Light designer | Fabio Barettin
Coreografie | Giovanni Di Cicco
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti
Nuovo Balletto di Toscana
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Domenica 23, Venerdì 28, Domenica 30 agosto, Martedì 1, Mercoledì 2, Sabato 5, Martedì 9 e Domenica 13 settembre 2020
Teatro La Fenice