Evento

PHILIPPE PARRENO ELSEWHEN

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Evento Collaterale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.La Fondation Louis Vuitton è lieta di annunciare l’apertura della nuova mostra, Elsewhen dell’artista francese Philippe Parreno all’Espace Louis Vuitton Venezia. La mostra, Evento Collaterale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte ‒ La Biennale di Venezia, fa parte della serie di eventi organizzati nel contesto del programma «Beyond the Walls» della Fondation Louis Vuitton.
Questo ciclo di mostre, inaugurato nel 2014, presenta opere inedite della Collezione negli Espace Louis Vuitton di Tokyo, Monaco, Pechino e Venezia, realizzando l’impegno della Fondation nel creare progetti internazionali e renderli accessibili ad un pubblico
più vasto.
 
Philippe Parreno si afferma sulla scena artistica internazionale all’inizio degli anni ’90, cambiando costantemente la relazione tra un’opera d’arte e la sua esposizione- il vero concetto della mostra è un lavoro creativo; un’installazione polifonica, concepita
come un grande automa costituito da un insieme di codici e linguaggi provenienti da diversi media: film, informatica, musica, disegno, scultura e animazione. Questi elementi sono riuniti in una sceneggiatura, una coreografia che utilizza un linguaggio ricorrente
che include: pensiline, palloncini, musica, suoni, film e oggetti che creano un’avvolgente e intangibile esperienza sensoriale. Il tempo è un aspetto essenziale e detta il ritmo della mostra: programmi informatici a tempo compongono delle sequenze di suoni, di luci,
rivelano spazi e attivano oggetti.
 
Parreno ha utilizzato nel suo lavoro dei microrganismi viventi ospitati in un bioreattore, concepito e sviluppato dagli scienziati Jean-Baptiste Boulé (CNRS ‒ Centro Nazionale Francese di Ricerca Scientifica, Museo di Storia Naturale Francese, Università
Sorbonne) e Nicolas Desprat (Laboratorio di Fisica Statistica, Ecole Normale Supérieure, PSL Research ‒ Università Paris-Diderot Sorbonne Paris-Cité), per azionare le sue mostre a partire da If This Then Else (Gladstone Gallery, New York, 2016). Questi lieviti
hanno continuato a moltiplicarsi e a mutare nel corso delle esposizioni alla Tate Modern di Londra, al Museo Jumex di Città del Messico, e al Gropius Bau di Berlino. Ogni presentazione è un esperimento che registra le reazioni dei microrganismi all’ambiente
che li circonda e che di conseguenza influenzerà la mostra. Questo nuovo lavoro prosegue questa ricerca e il continuo sviluppo dei microrganismi, la memoria della mostra riprodotta come ricordata dal bioreattore.
 
I muri sono rivestiti di carta da parati giallo fosforescente con un motivo di iris neri e una marquee (pensilina) luminosa, come quelle usate alle entrate dei vecchi cinema, è sospesa sopra una saracinesca meccanica specchiante. Questi elementi interdipendenti
sono controllati e attivati da un programma sperimentale ibrido che registra le reazioni dei microrganismi al movimento dei visitatori e attiva l’installazione ad intervalli irregolari, creando flussi d’aria improvvisi, spegnendo o accendendo la luce, propagando suoni
generati sinteticamente. Il movimento della saracinesca crea un gioco di luci che riflette la sagoma del visitatore e la struttura della marquee, mentre quando la luce si spegne, tutte le forme diventano spettrali, accentuate dai muri fosforescenti che assumono
sfumature dal verde scuro al nero. Allontanandosi dalla loro funzione iniziale, questi elementi assumono un’identità equivoca, trasportando uno slancio vitale nello spazio e generando un’interazione unica tra lo spettatore e il contesto.
Data: 
da Sabato, Maggio 11, 2019 a Domenica, Novembre 24, 2019
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
 
 
 
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Prezzo: 
A pagamento