Evento
René Burri, Los Angeles, California, USA, 1984 © René Burri / Magnum Photos

Le fotografie di René Burri e Ferdinando Scianna

Argomenti: 
VENEZIA, CASA DEI TRE OCI
DAL 26 AGOSTO 2016 ALL’8 GENNAIO 2017
LE FOTOGRAFIE DI RENÉ BURRI E DI FERDINANDO SCIANNA
Due progetti espositivi autonomi presentano, da un lato, 100
immagini di René Burri dedicate all’architettura e ai suoi protagonisti,
dall’altro, 50 scatti inediti di Ferdinando Scianna in occasione dei 500
anni dalla fondazione del Ghetto ebraico a Venezia
 

Dal 26 agosto 2016 all’8 gennaio 2017, le sale dello spazio veneziano sull’isola della Giudecca si aprono alle rassegne René Burri. Utopia, curata da Michael Koetzle e Denis Curti, e Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo, curata da Denis Curti. Due progetti espositivi autonomi che presentano, da un lato, 100 immagini di René Burri dedicate all’architettura e ai suoi protagonisti, dall’altro, 50 scatti inediti di Ferdinando Scianna in occasione dei 500 anni dalla fondazione del Ghetto ebraico a Venezia.

Entrambi membri della prestigiosa agenzia fotografica Magnum, Burri (che ne diverrà presidente nel 1982) e Scianna appartengono, pur nella loro diversità, a quella categoria di autori che attraverso il mezzo fotografico esprime personali visioni, sia che si traducano nella passione di Burri di documentare grandi cambiamenti politici e sociali, sia che rispondano al tentativo, nel caso di Scianna, di carpire, all’interno del flusso caotico dell’esistenza, “istanti di senso e di forma”.

 
Utopia di René Burri (Zurigo, 1933-2014) riunisce, per la prima volta, oltre 100 immagini del grande artista svizzero dedicate all’architettura, con scatti di famosi edifici e ritratti di architetti.
La fotografia di Burri nasce dal bisogno di raccontare i grandi processi di trasformazione e i cambiamenti storici, politici e culturali del Novecento con una forte attenzione verso alcuni personaggi (indimenticabili i suoi ritratti di Che Guevara e Pablo Picasso) che ne hanno fatto parte.
Utopia - che si tiene in contemporanea con la Biennale di Architettura 2016 - s’inserisce all’interno di questa prospettiva, in quanto Burri concepisce l’architettura come una vera e propria operazione politica e sociale che veicola e impone una visione sul mondo, e che lo spinge a viaggiare tra Europa, MedioOriente, Asia e America latina sulle tracce dei grandi architetti del XX secolo, da Le Corbusier a Oscar Niemeyer, da Mario Botta a Renzo Piano, da Tadao Ando a Richard Meier.
Accanto ai loro ritratti e alle loro costruzioni, in Utopia si ritrovano anche le immagini di eventi storici particolarmente densi di contrasti e di speranze, come la caduta del muro di Berlino o le proteste di piazza Tienanmen a Pechino nella primavera del 1989.
 
L’ultimo piano della Casa dei Tre Oci è dedicato all’opera di uno dei più importanti fotografi italiani, Ferdinando Scianna (Bagheria, 4 luglio 1943). In occasione dei 500 anni della nascita del Ghetto ebraico di Venezia (formatosi il 29 marzo 1516), la Fondazione di Venezia ha deciso di avviare una ricognizione fotografica con l’obiettivo di raccontare la dimensione contemporanea del Ghetto. Il progetto espositivo è realizzato da Civita Tre Venezie.
Scianna ha realizzato un reportage fotografico in pieno stile Street Photography, raccogliendo immagini inerenti la vita quotidiana del Ghetto, senza tralasciare ritratti, architetture, interni di case e luoghi di preghiera. Chiese, ristoranti, campi,gondole sono i soggetti che animano il panorama visivo del progetto. Da segnalare, in questa narrazione, la compresenza di una dimensione simbolica, storica, rituale intrinsecamente connessa a luoghi e gesti, e una semplicità nella descrizione di un tempo presente e ordinario.
“Ferdinando Scianna – osserva il curatore Denis Curti – ha saputo costruire un racconto delicato […]. Ha dato forma a una memoria collettiva elevando e distinguendo singole storie: se ne avverte la bellezza e la solennità. […] Il dolore mai urlato dell’Olocausto. Le pietre d’inciampo e i segni di una vicenda destinata a restare indelebile. […] Dentro queste fotografie ci si orienta. I punti cardinali si fanno abbraccio e segnano le linee di una confidenza visiva capace di entrare nei confini dell’intimità dei molti ritratti che compongono il complesso mosaico di questa esperienza: è il linguaggio degli affetti, è la grammatica dei corpi”.
La mostra “Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo” sarà accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) Marsilio Editori, che presenta, tra gli altri, i testi di Donatella Calabi, Denis Curti, Paolo Gnignati e Ferdinando Scianna.
Data: 
Ricorre ogni settimana ogni Lunedì e ogni Mercoledì e ogni Giovedì e ogni Venerdì e ogni Sabato e ogni Domenica fino a Dom Gen 08 2017 .
Venerdì, Agosto 26, 2016
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
 
 
 
 
 
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Prezzo: 
fino a 20€

Sede Casa dei Tre Oci Fondamenta delle Zitelle, 43 30133 Giudecca - Venezia Vaporetto Fermata Zitelle Da piazzale Roma e dalla Ferrovia linea 4.1 - 2 Da San Zaccaria linea 2 - 4.2

Date 26.08.2016 > 08.01.2017

Vernice stampa Giovedì 25 agosto dalle ore 11 alle 13

Orari Tutti i giorni 10– 19; chiuso martedì

Aperture straordinarie martedì 1 novembre, lunedì 26 dicembre, sabato 31 dicembre, domenica 1 gennaio (dalle ore 14.00), martedì 3 gennaio, venerdì 6 gennaio.

Chiusure straordinarie Domenica 25 dicembre

Info tel. +39 041 24 12 332

info@treoci.org

www.treoci.org

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